Storia Regione Sardegna

Regione Sardegna - Regione Italiana - Capoluogo Cagliari

La Sardegna (in sardo Sardigna; in latino Sardinia; in spagnolo Cerdeña; in catalano Sardenya; in portoghese Sardenha; in francese Sardaigne; in inglese Sardinia; in tedesco Sardinien; in ligure Sardegna; in corso Saldigna) è la seconda isola più estesa del Mar Mediterraneo, l'ottava in Europa e la quarantaseiesima nel mondo. Come ente amministrativo è denominata Regione Autonoma della Sardegna, ed è, quindi, una regione autonoma a statuto speciale facente parte della Repubblica Italiana. Lo statuto speciale, sancito nella Costituzione della Repubblica Italiana del 1948, garantisce una larga autonomia amministrativa e culturale alle istituzioni di una regione depositaria di una millenaria civiltà con singolari peculiarità etniche e linguistiche. Nonostante l'accentuata insularità, la posizione strategica al centro del mar Mediterraneo ha favorito sin dall'antichità l'interesse delle varie potenze coloniali, agevolando sì i rapporti commerciali e culturali ma anche un succedersi di varie dominazioni straniere. In epoca moderna molti viaggiatori e scrittori hanno esaltato la bellezza della Sardegna, immersa in un ambiente in gran parte incontaminato, che ospita un paesaggio botanico e faunistico con specie uniche, nel quale si trovano poi le vestigia della civiltà nuragica[1]. Lo scrittore inglese David Herbert Lawrence, nel corso di un breve itinerario nell'isola, scriveva meravigliato nel suo diario di viaggio:
« Questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo. La Sardegna è un'altra cosa: incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa. »
(David Herbert Lawrence, da Mare e Sardegna, 1921)
Il cantautore Fabrizio De André, affascinato dalle sue bellezze, decise di risiedervi stabilmente descrivendola poi in questo modo:
« La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso.[2] »

Ben conosciuta nell'antichità sia dai Fenici che dai Greci, fu da questi ultimi chiamata Hyknusa o Ichnussa (Ιχνουσσα), o ancora Sandalyon per la somiglianza dell'intera conformazione costiera all'impronta di un piede[3], mentre i Latini la identificavano con il nome di Sardinia. In una stele in pietra risalente all'VIII / IX secolo a.C. ritrovata nell'odierna Pula, centro comunale comprendente l'antica città di Nora, appare scritto in fenicio la parola b-šrdn che significa in Sardegna, a testimonianza che tale toponimo era già presente sull'Isola all'arrivo dei mercanti fenici. La stele di Nora rappresenta il più antico documento scritto della storia occidentale e secondo gli studiosi costituisce un dato linguistico riguardante la Sardegna in Sardegna, confermando che l'origine del toponimo è da attribuire agli Shardana, una popolazione di navigatori-guerrieri identificata con le genti sardo-nuragiche[4].

http://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna

Le otto province sarde.

Provincia Cagliari - Regione Sardegna - Regione Italiana

Cagliari ascolta[?·info] (in sardo Castéddu /ka'steɖːu/) è un comune italiano di 157.222 abitanti [1] , capoluogo della provincia di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna. Cagliari è una delle 15 città italiane di rango metropolitano. La sua area metropolitana [2] (comprendente i comuni conurbati di Cagliari, Monserrato, Selargius, Quartucciu, Quartu Sant'Elena, Capoterra, Elmas, Assemini e Sestu) supera i 369.000 abitanti, che divengono 465.000 con l'agglomerato urbano diffuso.
Cagliari, dalla storia plurimillenaria che ha lasciato tracce nell'intera città, è sede universitaria e arcivescovile. È il centro amministrativo storico dell'isola essendo stata , sotto la denominazione di Caralis , capoluogo della provincia di Sardinia et Corsica [3] durante il periodo romano e successivamente capitale del Regno di Sardegna, che in seguito divenne Regno d'Italia, dal 1324 al 1861 [4] . Il suo porto è classificato "internazionale" per via della sua importanza nel panorama nazionale e sopranazionale ; svolge funzioni commerciali, industriali, turistiche e di servizio per passeggeri [5].
In passato Cagliari era chiamata Krly dai fenicio-punici [6] mentre in latino era Càralis o al plurale Calares o Karales . Durante l'epoca Giudicale il centro della città divenne quello che oggi è il quartiere Santa Gilla e in Sardo medioevale veniva pertanto chiamata "Santa Igia". Con l'arrivo dei Pisani venne identificata nei documenti pisani come Kastrum Karalis e successivamente dagli aragonesi come Castel de Càller in catalano antico. Successivamente all'affermarsi del castigliano durante il dominio spagnolo il nome divenne Callari e infine nel periodo sabaudo il nome venne semplicemente translitterato in italiano ottenendo l'attuale Cagliari. In lingua sarda il nome attuale Casteddu viene dall'identificazione della città con il quartiere fortificato di castello edificato durante la dominazione pisana.
Intorno al XVI secolo Roderigo Hunno Baeza, un umanista sardo, affermò che Karalis derivasse dal greco κάρα che significa testa, poiché Cagliari era il principale centro dell'Isola.
Il semitista Guglielmo Gesenius fece derivare il toponimo da Kar Baalis [7], che in fenicio significa "città di Dio". Questa derivazione venne, seppur con qualche differenza, accettata da Giovanni Spano; egli, infatti, sostenne che Cagliari derivi dal nome fenicio Kar-El [7], che significa anch'esso "città di Dio".
Max Leopold Wagner fece risalire il termine Karalis al protosardo, trovando riscontro con i toponimi Carale di Austis, Carallai di Sorradile, Karhalis o Karhallis della Panfilia e Karhalleia della Pisfidia. Inoltre il toponimo Karalis è da collegare con gli appellativi cacarallai, criallei, crielle, chirelle, ghirelle (crisantemo selvatico[8] e macerone) e garuleu, galureu, galileu (polline depositato nel miele, che è di colore giallo oro), che hanno affinità con l'etrusco garouleou (crisantemo selvatico). Tutti questi termini vanno ricondotti ai viaggiatori dell'Ottocento che definivano Cagliari "gialla", poiché la roccia della sua roccaforte era di questo colore.
Francesco Artizzu notò che la radice "kar" nel linguaggio dei popoli mediterranei significava "pietra/roccia" e il suffisso "al/ar" dava valore collettivo, e si sarebbe formato così Karali, che significherebbe "luogo di comunità sulla roccia" o semplicemente "località rocciosa". Quanto poi al plurale Kalares, Artizzu lo spiega col fatto che, da un nucleo iniziale, si sarebbero uniti altri nuclei vicini, aumentando così l'estensione della città [9]. In conclusione, molto probabilmente in origine Karalis/Caralis aveva il significato di «luogo di comunità sulla roccia/rocca gialla o bianca» [10].

http://it.wikipedia.org/wiki/Cagliari

Palazzo Civico "Ottone Bacaredda" di Cagliari

Provincia Carbonia - Regione Sardegna - Regione Italiana

Carbonia (in sardo Carbònia o Crabònia[2]) è un comune italiano di quasi 30.000 abitanti[1], che si trova nella Sardegna sud-occidentale, parte del territorio sardo denominato Sulcis[3]. Carbonia è capoluogo, con Iglesias, della Provincia di Carbonia-Iglesias, istituita nel 2001 e attiva dal 2005. Il suo nome sta ad indicare il luogo o la terra del carbone, a testimonianza della sua vocazione e attività mineraria del passato.
Carbonia è uno dei principali centri urbani sardi che si trova nel sud-ovest della Sardegna, ed è situata nella storica regione del Sulcis[3], precisamente nella parte settentrionale denominata Alto Sulcis, in passato a vocazione mineraria. Carbonia si trova a circa 65 km a ovest di Cagliari, in un'area un tempo paludosa e in seguito bonificata durante la costruzione della nuova città.
Orografia [modifica]
La morfologia del territorio è in buona parte di bassa collina e pianura, con rilievi di altitudine modesta (tra i 450 e 150 m), che vengono impropriamente denominati monti ma in realtà sono colli, tra cui monte Sirai (da cui si può ammirare un panorama sulla laguna di Sant'Antioco e sull'arcipelago del Sulcis (isole di Sant'Antioco e di San Pietro), monte Tasua, monte Crobu, monte San Giovanni, monte Leone e monte Rosmarino. Il colle più elevato nel comune è il monte San Michele Arenas (in sardo: monti Santu Miali), alto 492 m s.l.m.. Da questo colle, nei pressi dei ruderi della chiesetta di San Michele (ormai scomparsa e forse di origine bizantina), sulla quale pose, verso la metà dell'Ottocento, un punto geodetico il ricercatore generale Alberto La Marmora, si può ammirare un vasto e notevole panorama con buona parte del territorio sulcitano con quasi tutti i comuni (escluso Gonnesa e Teulada). I monti, o meglio i colli, di maggiore rilievo del territorio carboniense, secondo l'altitudine.
La città è attraversata a sud dal rio Santu Milanu e ad est dal suo affluente rio Cannas (che significa rivo delle Canne), due corsi d'acqua a carattere torrentizio, come tutti i corsi d'acqua nel territorio carboniense, i cui alvei (canalizzati vicino al centro abitato di Carbonia) sono in secca per buona parte dell'anno, e che sfociano nella laguna di Sant'Antioco. Il rio Santu Milanu o Millanu (che significa rivo San Gemiliano o Emiliano, santo del I o II secolo d.C., originario di Cagliari, venerato nella Sardegna meridionale) era denominato nelle carte catastali dell'Ottocento riu Bau Baccas (rivo Guado delle Vacche). Ad essi si aggiunge il rio Flumentepido (che significa rivo del Fiume Tiepido perché passa vicino alle sorgenti ipotermali di Aquas Callentis, toponimo sardo che significa Acque Calde), che scorre poco più a nord all'esterno del centro urbano di Carbonia, e che attraversa alcune delle frazioni dello stesso comune.

http://it.wikipedia.org/wiki/Carbonia

Miniera  di Serbariu

Provincia Medio Campidano - Regione Sardegna - Regione Italiana

La Provincia del Medio Campidano (in sardo Provìncia de su Campidanu de Mesu) è una provincia italiana della Sardegna. Affacciata a ovest sul mar di Sardegna, confina:
a nord con la provincia di Oristano,
a est con la provincia di Cagliari,
a sud con la provincia di Carbonia-Iglesias e con la provincia di Cagliari.
La provincia conta 28 comuni, 103.500 abitanti (il 6,5% della popolazione sarda) e si estende per 1.516 km² (il 6,3% del territorio sardo).
La sigla della provincia è VS, dai nomi dei due capoluoghi.
Storia [modifica]
L'origine della provincia risale al Regio Editto del 4 maggio 1807, con il quale la Sardegna fu divisa in quindici prefetture, tra cui quella comprendente la regione storico-geografica del Medio Campidano, con sede a Villacidro. Nel 1821 Carlo Alberto riduce il numero delle province a dieci e aggrega la prefettura di Villacidro alla provincia di Iglesias, soggetta al tribunale di prefettura di Cagliari e alla vice-intendenza di Cagliari. Anche dopo la riforma operata a seguito della "fusione perfetta" della Sardegna al Piemonte, con la legge n. 807 del 12 agosto 1848 il Medio Campidano rimane compreso nella provincia d'Iglesias, nella "divisione" di Cagliari (unitamente alle province di Cagliari e Isili).
Con l'unità d'Italia e la legge Rattazzi n. 3702 del 23 ottobre 1859 la Sardegna fu suddivisa in sole due province, e il circondario di Iglesias (sede di sottoprefettura), di cui il Medio Campidano faceva parte, fu compreso nella provincia di Cagliari. Nel 1927 sono stati soppressi i circondari.
Negli anni '90, con l'accantonamento dell'istituzione dell'Area Metropolitana di Cagliari (che avrebbe comportato l'automatico distacco della restante parte della Provincia di Cagliari) e la riorganizzazione di alcuni enti regionali, vengono creati, con sede a Sanluri, dei servizi decentrati per la parte settentrionale della provincia (tra cui l'ASL), che si aggiungono a quelli esistenti nelle "aree-programma" storiche che già da diversi anni rivendicavano l'autonomia provinciale (Olbia-Tempio, l'Ogliastra e Carbonia-Iglesias). Si comincia così a delineare la prospettiva dell'istituzione di un ulteriore ambito di decentramento in questa regione, pur in assenza di un centro urbano di riferimento territoriale.
Nel 2001 la Regione Autonoma della Sardegna ha istituito la provincia del Medio Campidano, che è divenuta operativa nel maggio del 2005, staccandosi da quella di Cagliari.
In seguito alla legge regionale n. 9 del 2001 e successive integrazioni, è stata effettuata una nuova ripartizione del territorio della Regione Autonoma della Sardegna, che ha portato il numero delle province da quattro a otto. Le modifiche hanno assunto piena operatività a partire dal maggio 2005, quando si sono svolte le elezioni per rinnovare tutti i consigli provinciali.
La provincia del Medio Campidano è una nuova provincia costituita da:
28 comuni provenienti dalla provincia di Cagliari.
Il 18 gennaio 2006 il consiglio provinciale, con la maggioranza dei 2/3, ha formalmente deciso che la provincia avrà un doppio capoluogo: Sanluri (già attualmente sede provvisoria) sarà la sede della presidenza, della giunta e sede legale, mentre Villacidro (il comune più popoloso della provincia) ospiterà il consiglio provinciale e le relative commissioni. Il Medio Campidano è stato la seconda nuova provincia sarda a formalizzare la scelta dei capoluoghi, dopo quella di Carbonia-Iglesias (la scelta era stata appunto demandata, con legge regionale, ai consigli provinciali). Nella situazione attuale tutte le quattro nuove province sarde hanno quindi un doppio capoluogo.
Il Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell'Economia, con circolare prot. 2006/189860, hanno comunicato di aver definito la sigla identificativa della provincia in VS (acronimo di Villacidro-Sanluri), modificando la sigla provvisoria (MD) originariamente assunta anche dalle Poste e dall'Agenzia delle Dogane.

http://it.wikipedia.org/wiki/Medio_Campidano

Mappa

Provincia Nuoro - Regione Sardegna - Regione Italiana

Nùoro /'nuːoro/ (in sardo Nùgoro) è una città italiana di poco meno di 37.000 abitanti, capoluogo, dal 1927, dell'omonima provincia della Sardegna centro-settentrionale. La città si estende su un altopiano granitico, a circa 600 m s.l.m., ai piedi del Monte Ortobene.
Nuoro ed il suo circondario furono abitate da diversi millenni prima di Cristo. La ragione principale della frequentazione umana è da ricercarere nella felice posizione geografica della città: Nuoro è infatti situata su una altura al centro di uno snodo orografico che consente di controllare la comunicazione tra la valle del Tirso ed il bacino del Cedrino con le valli che conducono alle attuali baronie di Siniscola, Orosei e Galtellì e verso la Barbagia di Ollolai a sud e di Bitti a nord. La città ha vantato nelle diverse epoche un insediamento umano diffuso in tutto il territorio comunale.
Ma per descrivere correttamente la storia nuorese non si può non evidenziare il rapporto con il vicino Monte Ortobene che, sin dalle epoche più remote ha offerto, nelle diverse fasi storiche, rifugio alle popolazioni residenti a valle. Ancora oggi sono numerosi i resti di edifici nuragici, tombe prenuragiche e ripari sotto roccia riutilizzati per millenni (fino al Medioevo ed ai pastori dell'Ottocento). Questa presenza è evidente nella zona di Seuna nella quale si rinvengono tracce di muratura sparse in un'area di diverse decine di ettari ed ai piedi di punta Pala 'e casteddu (spalle al castello). Il legame della città con il "Monte" è pertanto fondante della storia e della cultura dei nuoresi, finendo per creare un sistema città-territorio da cui non si può prescindere.
Dal Neolitico alla Civiltà Nuragica [modifica]
Le tracce più antiche della presenza dell'uomo nel territorio nuorese (21 emergenze archeologiche del neolitico ed eneolitico) risalgono alle Domus de janas del IV-III millennio a.C., tra la fine del Neolitico e l'inizio dell'età dei metalli. Vi sono infatti 10 necropoli ipogeiche: Borbore, Janna Ventosa, Valverde, Maria Frunza, Su Cossu, Molimentu, Sa 'e Belloi, Piras, Su Puleu 'e Bortaleo. Nei loro pressi sono state rinvenute asce in pietra e manufatti ceramici o in ossidiana.
Numerose abitazioni preistoriche e ripari sotto roccia sono presenti nel Monte Ortobene mentre si segnalano i resti di un villaggio prenuragico del 1.700-1.600 a.C., posti ai piedi del nuraghe Tanca Manna, svettante su un affioramento roccioso prossimo al quartiere cittadino Su nuraghe.
Questo villaggio prenuragico, attualmente oggetto di scavi, è costituito, secondo una stima della Sopraintendenza Provinciale, da circa 200 capanne, alcune delle quali ricadono sotto le vicine abitazioni ed occupa un'estensione totale di oltre 3 ettari. Il villaggio era in grado di ospitare un considerevole numero di abitanti. Alcune delle capanne già oggetto di scavi, sia di pianta circolare che di pianta rettangolare, presentano ancora oggi tracce dell'originario pavimento costituito da un battuto di argilla e sughero per la riduzione dell'umidità nelle abitazioni. Nel versante a est del villaggio Tanca Manna erano presenti alcune Domus de janas, distrutte dalla cavazione del granito avvenuta nel XIX secolo. L'attività antropica recente ha anche cancellato una tomba dei giganti ed un pozzo sacro situato nella vicina via martiri della libertà. Il sito ha restituito fusaiole e pesi da telaio oltre a porzioni di tegami, olle, ciotole, vasi a bollitoio in terra cotta, per lo più inornate o con decorazioni a "pettine impresso" e frammenti di un tripode riferibile alla "Cultura di Bonnanaro". Tali resti lasciano immaginare un'intensa attività domestica, legata alla tessitura ed a quella agropastorale.
Presso Sedda Ortai, nel Monte Ortobene, sono presenti tracce di muratura probabilmente di una fortificazione dell'età del Rame.
La Civiltà nuragica, a partire dal 1500 a.C. fino alla colonizzazione romana, ha lasciato una forte impronta sulla storia di Nuoro come dimostrato dai numerosissimi nuraghi ancora presenti nella zona (32 nel territorio comunale oltre a 12 villaggi nuragici e 12 tombe dei giganti). Essi coronano quasi tutti i colli della città, risultando spesso assorbiti o inglobati nel tessuto urbano (nuraghi Tanca manna, Ugolio, Biscollai), altri sono collocati nelle immediate periferie (Corte, Tigologoe, Tèrtilo, Tres Nuraghes, Gabutèle), spesso accompagnati da tombe dei giganti o da villaggi nuragici, per lo più ancora da sottoporre ad operazioni di scavo. Di tanti nuraghi rimangono vaghe tracce, come nel caso del colle di Sant'Onofrio, altri sono scomparsi come avvenuto per l'insediamento di Gurtei oramai sotto le abitazioni dell'omonimo quartiere.

http://it.wikipedia.org/wiki/Nuoro

panorama
Condividi contenuti