Saviano al Festival del Giornalismo: ora infangateci tutti

''E ora infangateci tutti...'': Roberto Saviano ha chiuso con queste parole il suo intervento per l'anteprima del Festival del giornalismo di Perugia. Un monologo dedicato alla ''macchina del fango''. ''Solo difendendo chi è aggredito - ha detto Saviano - si può fermare questa macchina. Facendo muro, dicendo non mi interessa. Questo e' difendere la democrazia''. Nel suo intervento l'autore di Gomorra ha citato diversi casi di quelli che, a suo avviso, sono stati vittime del meccanismo: da Gianfranco Fini, per la vicenda della casa di Montecarlo, a Dino Boffo, ma anche a Giovanni Falcone. ''La libertà di stampa è compromessa - ha spiegato Saviano - quando sai che arriverà il gossip, la rottura di ogni discrezione. E' come - ha sottolineato Saviano - se ti fotografassero in bagno''. Saviano si è soffermato sulla ''vicenda milanese''. Vicenda che, per lo scrittore, ''non ha nulla a che fare con la privacy''. ''Perché una cosa è il reato - ha aggiunto parlando della 'macchina del fango' - e una cosa è il privato. E questa vicenda ha a che fare con il ricatto. C' è una persona sistematicamente ricattata che sta mettendo a repentaglio l'intero Paese''. ''Se ti poni contro il Governo - ha ribadito Saviano - non arrivera' la polizia politica ma sai che prima o poi arrivera' qualcosa sul tuo privato''.

Saviano al Festival del Giornalismo: ora infangateci tutti