Regione Friuli-Venezia Giulia - Regione Italiana - Capoluogo Trieste

Il Friuli Venezia Giulia (Friûl Vignesie Julie in friulano, Furlanija Julijska krajina in sloveno e Friaul Julisch Venetien in tedesco), è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-orientale di 1.234.198 abitanti [2], con capoluogo Trieste.
La regione Friuli-Venezia Giulia è formata dal Friuli, che costituisce circa il 96% del territorio (con capitale storica Udine), e dalla parte di Venezia Giulia rimasta all'Italia dopo la seconda guerra mondiale. Tuttavia, non si può stabilire una demarcazione precisa tra queste due zone, in quanto per alcuni il confine sarebbe costituito dal fiume Timavo, un fiume in parte sotterraneo, (confini del Friuli storico), mentre per altri, residenti soprattutto nel Goriziano, questo passerebbe lungo il fiume Isonzo.
I confini sono i seguenti:
nord - Austria (Carinzia)
est - Slovenia (Goriziano sloveno e Litorale)
ovest - Veneto (Provincia di Belluno, Treviso e Venezia)
sud - Mar Adriatico.
La regione è prevalentemente montuosa (il Monte Coglians con i suoi 2.780 metri è la vetta più alta), infatti le montagne occupano il 42,6% del suo territorio, le pianure il 38,1%, mentre le colline il 19,3%.
Le sezioni e sottosezioni alpine che interessano la regione sono:
Alpi Carniche e della Gail (Alpi Carniche, Prealpi Carniche)
Alpi e Prealpi Giulie (Alpi Giulie, Prealpi Giulie)
Alpi di Carinzia e di Slovenia (Caravanche) (in minima parte).
La regione sorge in parte delle terre occupate in epoche passate dal Patriarcato di Aquileia che fu nell' età medievale uno degli stati più estesi ed importanti dell'Italia settentrionale. Il patriarcato di Aquileia si dotò, molto precocemente, di una propria Costituzione e di un Parlamento, ritenuto, da alcuni studiosi, il più antico d'Europa[3].
Il Friuli-Venezia Giulia raggiunge l'attuale conformazione nel dopoguerra. Il 10 febbraio 1947, alla fine della seconda guerra mondiale, l'Italia, sconfitta, aveva firmato a Parigi il Trattato di Pace con le potenze alleate (e associate) vincitrici, perdendo gran parte della Venezia Giulia. Il 15 settembre 1947 era stato istituito il TLT (Territorio Libero di Trieste), diviso in due zone. La prima (Zona A) comprendeva Trieste e zone limitrofe, la seconda (Zona B) parte dell'Istria nord-occidentale (fra cui i comuni di Capodistria, Umago e Cittanova). Il Territorio libero di Trieste era destinato a costituire un nuovo stato sotto il diretto controllo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il progetto, avversato sia dall'Italia che dalla Jugoslavia, non riuscì però a realizzarsi. Il 26 ottobre 1954 la zona A del TLT ritornò all'Italia; la zona B restò invece alla Jugoslavia. Lo Stato italiano decise, nel 1963, di unire la parte del Territorio Libero di Trieste, assegnato all'Italia, al Friuli, formato all'epoca dalle sole province di Udine e Gorizia (la Provincia di Pordenone sarà istituita solo nel 1968 per distacco dalla Provincia di Udine), fornendo anche una certa autonomia alla nuova regione, che, oltretutto, era situata in prossimità della Cortina di ferro.
La scelta di Trieste come capoluogo regionale fu fatta per dare alla città giuliana, privata dei propri tradizionali mercati di sbocco e della propria zona di influenza fin dalla fine della prima guerra mondiale e del proprio immediato entroterra subito dopo la seconda, un ruolo amministrativo importante. Trieste, dalla storia recente importante e travagliata, fu nel XIX secolo il principale porto dell'Impero Austro-Ungarico ed uno dei maggiori empori del Mediterraneo, nonché polo culturale di indiscussa importanza. Per tali ragioni godeva di prestigio internazionale. La città che, dalla fine dell'Ottocento, era divenuta anche uno dei simboli del nazionalismo italiano, risultava però al momento del congiungimento essere estranea alla regione storica e geografica del Friuli.

http://it.wikipedia.org/wiki/Friuli-Venezia_Giulia

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