Provincia Sassari - Regione Sardegna - Regione Italiana

Sassari [sàs-sa-ri] (in sassarese Sàssari, in sardo Tàttari o Thàtthari, in catalano Sàsser , in spagnolo antico Saçer) è una città italiana di 130.656 abitanti (popolazione residente al 31 dicembre 2009), capoluogo dell'omonima provincia della Sardegna nord-occidentale e principale centro storico del Capo di sopra dell'isola. È il secondo comune della Sardegna per popolazione.
Sassari, con i suoi 546,08 km², è il comune più esteso della Sardegna ed il più esteso d'Italia dopo Roma, Ravenna, Cerignola (FG) e Noto (SR). Essa sorge su un tavolato calcareo declinante a nord-ovest verso il Golfo dell'Asinara e la pianura della Nurra, mentre a sud-est il terreno è prevalentemente collinare. Il territorio urbano e suburbano è caratterizzato da valli e gole che incidono profondamente l'altopiano su cui è adagiata la città. Coltivazioni ortive, oliveti e boschi circondano il centro urbano e costituiscono l'aspetto paesaggistico peculiare di tutto il settore orientale del territorio comunale. Sassari costituisce il nucleo della prospettata omonima area metropolitana regionale di oltre 225 000 abitanti[1] e di un'area urbana con i centri a corona della città[2] di circa 300 000 abitanti. È sede dell'Università degli studi di Sassari e sede arcivescovile (Arcidiocesi di Sassari). Ogni giorno gravitano in città circa 350.000 persone tra residenti, lavoratori e studenti pendolari.
È solo nel 1131 che la città compare per la prima volta nelle carte geografiche col nome di Jordi de Sassaro. Numerose informazioni circa la città sono contenute nel Condaghe di San Pietro in Silki, codice medievale scritto in sardo, custodito nella Biblioteca dell'Università degli Studi di Sassari - Sala Manoscritti -, compilato dal 1150 al 1180. Fu l'ultima capitale del Giudicato di Torres, nel 1294 diviene Libero Comune, confederato a Genova, a seguito della promulgazione degli Statuti Sassaresi, che erano un corpus di leggi redatto sia in latino che in sardo logudorese, che regolava tutte le attività cittadine: dall'urbanistica, alle attività economiche, alla giustizia. Gli statuti sassaresi sono uno dei documenti identitari più importanti non solo per la città di Sassari ma per l'intera isola. È in questo periodo che, contesa fra le repubbliche marinare, Sassari si dotò delle prime mura.
L'odierno toponimo ricorre dalla metà del XII secolo in diverse forme, fra quali anche Sassaris, Sassaro, Sasser, Sacer, alternato con Thathari, Thathar, Táttari, essendo non raro il passaggio ss-th nella lingua sarda. Secondo Massimo Pittau trova riscontro in altre località (sássari, sátzari, sátzeri, perda'e sássari, perda'e sassu, sássinu-a), tradotto come "ciottoli di fiume" dal sardiano o nuragico, antecedente al latino saxum. Questo conferma l'origine non medioevale, ma bensì nuragica e forse prenuragica, dell'insediamento nelle valli sassaresi, ricche di sorgenti e corsi d'acqua.[3] Secondo Salvatore Dedòla, la radice originaria sarebbe Thar- (come per Thar-ros), il cui raddoppio è derivato dal sumerico e accadico per indicarne le pertinenze territoriali, e persiste in altri esempi come Buddi-Buddi. Circa l'origine del secondo toponimo Sàssari esistono le opzioni di ša-šērru (utero, bimba, sorella), ša-ašari (dello stesso posto), šāššaru-m (dente, simbolo del Dio Sole Šamaš).[4]
Quando ormai la conquista aragonese era certa, la potente classe mercantile della città, iniziò ad intraprendere rapporti politici con i reali d'Aragona, presentando nel 1323 una propria delegazione alla corte dell'infante Alfonso. Ciononostante i sassaresi mal tolleravano la nuova condizione di sudditanza e di mancanza di autonomia, così, sotto la spinta della Repubblica di Genova e dei Doria, la città si ribellò ai catalano-aragonesi, dando inizio ad un periodo di rivolte popolari, che cessarono solo nel 1417 con l'avvento al potere di Alfonso V il Magnanimo (1416-1458) che elevò Sassari allo status di Città Regia. Gli aragonesi costruirono il Castello di Sassari, demolito nel 1877 per decisione del consiglio comunale, i cui resti, comprendenti le fondazioni e due corridoi dell'antemurale cinquecentesco che ospitava le artiglierie, sono stati recentemente riscoperti.
Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo Sassari visse un periodo di grave crisi economica e sociale. Nel 1527-28 venne ripetutamente invasa e saccheggiata dai francesi, le continue incursioni piratesche nel Mediterraneo impoverirono l'economia cittadina basata sul commercio e diverse epidemie uccisero molti dei suoi abitanti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Sassari