Provincia Olbia-Tempio - Regione Sardegna - Regione Italiana

Olbia (in sardo Terranòa /terraˈnoa̩/, in gallurese Tarranóa /tarraˈnɔːa̩/), è una città italiana di 55.883 abitanti[1], capoluogo, con Tempio Pausania, della provincia di Olbia-Tempio in Sardegna. È stata l'antica capitale del Giudicato di Gallura e la prima sede vescovile della Gallura (Diocesi di Civita - Ampurias sino al 1839). La città, una delle principali della Sardegna, è una realtà industriale e commerciale in piena espansione. Ha conosciuto negli ultimi decenni un rilevante aumento demografico ed uno sviluppo assai rapido della sua economia con il numero degli abitanti raddoppiato tra gli anni 1951 ed il 1981. Attualmente ne conta oltre 55.000, (nel 1964 erano 18.800). Il territorio comunale, con una superficie di 376,10 km², si pone al 24° posto tra i Comuni italiani per estensione.
Ricca di insediamenti turistici molto conosciuti, tra i quali Porto Rotondo e Portisco, è dotata di infrastrutture che ne fanno un polo turistico molto importante per l'intera Isola. Olbia è il motore economico della provincia e uno dei più importanti della regione. A partire dal nucleo storico del corso Umberto I, la città con il notevole incremento demografico degli anni Sessanta si è notevolmente espansa in ogni direzione. I problemi di viabilità sono stati contrastatati con la creazione di una circonvallazione e delle sue relative sopraelevate, di un tunnel sottostante l'area del porto vecchio e di numerose rotatorie all'interno e fuori del centro urbano.
Frammenti di ceramica ed una caratteristica statuetta femminile rappresentante la Dea Madre, ritrovato a Porto Rotondo, fanno risalire al Neolitico Medio (4.000 – 3.500 a.C.) le prime testimonianze dell’uomo in territorio olbiense. Successivamente, durante il periodo Eneolitico, con ocra rossa furono raffigurate nelle pareti della grotta del Papa - sull’isola di Tavolara – delle figure umane schematizzate, risalenti al 2.700 - 2.500 a.C., mentre risale all’Età del Bronzo antico (1.800 - 1.600 a.C.) la Tomba dei giganti che si trova a Su Monte de s’Abe.
Ma a partire dalla media Età del Bronzo, in concomitanza della diffusione in tutto l’Isola della originale civiltà nuragica, anche nel territorio di Olbia si riscontrano insediamenti nuragici, man mano sempre più numerosi: sono più di 50 quelli attualmente conosciuti e vanno dai nuraghi monotorre, ai villaggi, ai pozzi sacri, alle sepolture megalitiche tra questi i monumenti più importanti sono: il nuraghe Riu Mulinu a Cabu Abbas; il nuraghe Putzolu, nella omonima località, detto anche lu Naracu; il villaggio nuragico Belveghile, sul prolungamento della sopraelevata nord in direzione Arzachena; il nuraghe Mannazzu o Mannacciu, sulla Statale 127 in località Maltana; il Nuraghe Siana o Zucchitta, nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Enas; il nuraghe Sa prescione 'e Siana, su una altura che domina la piana di Olbia, vi si accede dalla strada vicinale di Aratena; il pozzo sacro di Sa Testa, risalente al periodo compreso tra l'VIII e il VI secolo a.C., strada per Golfo Aranci; la tomba di giganti di Su Monte 'e s'Abe, sepoltura megalitica collettiva ad alleè couverte, originaria dell'Età del bronzo antico (1600 a.C.) ma rimaneggiate in periodo nuragico, mancante della stele centrale, lungo la strada per Loiri.
Dal VII secolo a.C. venne probabilmente frequentato per un breve periodo dai greci (secondo la tradizione greca citata da Diodoro, Strabone e Pausania) e precedentemente anche dai Fenici. Ma, contrariamente a quanto possa lasciar supporre l'origine del suo nome (Olbia deriverebbe dal greco Ολβιος/Olbiòs (felice)), le prime tracce di un vero insediamento urbano, databile tra il V e il IV secolo a.C., sarebbero, secondo gli ultimi ritrovamenti, da attribuire ai punici. I cartaginesi la cinsero di mura e di torri, edificando nella parte più alta un'acropoli con un tempio dedicato a Melqart. La città punica occupava un'area ora compresa tra Via Asproni e Piazza Matteotti e parte delle antiche mura sono ancora visibili in Via Torino. Negli scavi archeologici effettuati nell'aprile del 2007 è emerso parte dell'abitato punico nella centralissima Via Regina Elena. Nel mese di luglio 2001, in Via Nanni, era stato riportato alla luce parte del vecchio insediamento di epoca punica e romana, utilizzato dal IV al I secolo a.C. In quel periodo poi, nel 535 a.C., nelle acque comprese tra il Golfo e la Corsica, una flotta di sessanta navi focesi della colonia di Alalia si scontrarono con una flotta di navi etrusche e puniche, coalizzatesi per sbarrare la strada alla penetrazione greca nel mar Tirreno. Il violento scontro, conosciuto come la battaglia del Mare Sardo (o battaglia di Alalia), è ritenuto da molti la prima grande battaglia navale nei mari dell'occidente. Tra i momumenti di questo periodo s possono ricordare i resti delle mura puniche in Via Torino ed in Via Acquedotto, quest'ultime visibili attraverso due piramidi di vetro nella piazzetta di un complesso residenziale e i resti di un isolato punico in via Nanni e dell'acquedotto romano (I secolo).

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