Prodi, non si cambia la Costituzione secondo convenienza

"Per avere un nuovo 25 Aprile dobbiamo riacquistare il senso di un destino comune. Il che significa rispettare lo spirito dell'Assemblea Costituente e ritrovare il valore delle regole, come esse sono scritte nella nostra Costituzione".

E' quanto afferma l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un intervento pubblicato dal Messaggero in cui precisa che tali regole "non possono divenire uno strumento di sopraffazione e che non possono essere mutate a seconda della nostra convenienza".

La Carta, punto di riferimento
Nel suo intervento, Prodi sostiene che quella del 25 aprile e' "una data fondamentale per la nostra storia, anche se la distanza ne ha affievolito il ricordo fino a renderlo quasi assente nelle piu' giovani generazioni. E' una data fondamentale non solo perche' ricorda la fine di una lunga tragica guerra e la liberazione della nostra Italia dal giogo del nazismo e del fascismo ma soprattutto perche' apre finalmente una nuova prospettiva di vita economica e politica del Paese".

"Non ci si libera solo dal nazi-fascismo ma si liberano le forze positive che, pur con grande fatica e con un procedere non sempre lineare, hanno alimentato il nostro sviluppo civile, sociale ed economico. Uno sviluppo - prosegue - che parte dalla fissazione dei valori e delle regole della Costituzione, frutto di un lungo, civile ed approfondito confronto fra le principali forze politiche democraticamente elette. Un momento unico della nostra storia perche' mai dopo di allora il Parlamento e' stato impegnato cosi' a lungo e in modo cosi' costruttivo in un dibattito dedicato a tracciare le grandi direzioni dello sviluppo futuro dell'Italia. Un dibattito che, pur con tanta fatica e tante difficolta', e' riuscito a fare convergere verso un'idea unitaria le principali forze politiche italiane. Per questo motivo, anche se alcuni aspetti tecnici della nostra Carta hanno dovuto essere adattati ai tempi, i principi fondamentali della Costituzione sono ancora il punto di riferimento della nostra identita' politica e resistono anche di fronte ai ripetuti tentativi di sovvertirne la lettera e lo spirito".

Prodi, non si cambia la Costituzione secondo convenienza