Microsoft sposa Baidu e chiude un occhio

Come sfondare nel primo mercato del mondo con appena l'1% di clienti? A questa domanda Microsoft risponde con un accordo strategico con Baidu, il primo motore di ricerche on line in Cina, al quale Bing offrirà i risultati di ricerche in inglese. Anche a costo di rispettare i filtri imposti dalle autorità cinesi.

Baidu e Microsoft avevano già un accordo di condivisione dei ricavi, con Baidu che offre pubblicicità che appaiono nelle ricerche Bing in Cina.
Con il 75,6% del mercato delle ricerche on line, Baidu in Cina è "il" motore di ricerca per definizione per larga parte dei 470 milioni di utenti web. Bing di Microsoft, tanto per dare un'idea, veleggia fra l'1 e il 2%. E allora inutile sottilizzare sull'accesso a informazioni immagini e testimonianze su piazza Tiennamen, sul Tibet o sui dissidenti cinesi arrestati: Microsoft è pronta a piegarsi alle richieste cinesi di censura di alcune voci 'scomode' nelle ricerche on line in inglese, pur di entrare dalla porta principale nelle case di milioni di cinesi.

La stessa logica del business sembra orientare la disponibilità di altri giganti americani, come Cisco o HP, a fornire a Pechino tecnologie utili alla costruzione a alla gestione di una maxi rete di videosorveglianza, con mezzo miilone di telecamere piazzate nelle metropoli per prevenire atti di teppismo e contrasre la criminalità. Un progetto che le ong che si battono per i diritti umani in Cina temono possa rivelarsi utile a Pechino per accentuare la repressione e l'isolamento dei dissidenti politici. "Non è nostro compito indagare sulle modalità d'impego delle tecnologie che ci vengono chieste", la risposta di un dirigente HP al Wall Street Journal. Lapidaria e sincera.

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