Libia. Nato, cessate il fuoco sia verificabile

La Nato guarda con attenzione allo sforzo di mediazione condotto dall'Unione africana ma chiede tre condizioni per un eventuale cessate il fuoco. "Deve essere credibile e verificabile. Deve essere accompagnato da uno stop completo della violenza e devono finire gli attacchi e gli abusi contro i civili", dichiara il segretario generale Anders Fogh Rasmussen.

L'Alleanza, che guida la missione Unified protector, non ha ancora ricevuto alcuna richiesta per fare cessare i bombardamenti ed e' determinata piu' che mai "a procedere alla piena applicazione" della risoluzione dell'Onu: "il nostro scopo principale e' la difesa della popolazione civile", ha martellato Rasmussen in un incontro stampa che segna l'avvio di una settimana molto impegnativa sul fronte diplomatico.

Mercoledi' a Doha (Qatar) si riunisce il Gruppo di contatto sulla Libia, incaricato di studiare una via d'uscita al conflitto. Giovedi' al Cairo si riuniscono rappresentanti dell'Onu, dell'Unione africana (Ua), della Ue e della Lega araba. Mentre a Berlino comincia la riunione dei ministri degli esteri della Nato, con il segretario di stato Hillary Clinton. Domani, i ministri degli esteri della Ue avranno a Lussemburgo un primo incontro, molto informale, con un rappresentante dei ribelli di Bangasi.

La Nato e' "molto preoccupata" della situazione umanitaria in Misurata e Ajdabyia, ed e' determinata a mantenere alta la pressione militare su chi attacca la popolazione civile. "Facciamo tutto il possibile per evitare vittime innocenti. Al contrario, le forze di Gheddafi - denuncia Rasmussen - usano civili come scudi umani davanti a scuole e moschee e cio' e' altamente irresponsabile". In dieci giorni, l'alleanza ha condotto 1500 sortite aeree, la meta' delle quali con attacchi a bersagli di terra. "Abbiamo distrutto oltre il 30% della capacita' militare di Gheddafi", assicura Rasmussen.

Ma sono gli sforzi della diplomazia internazionale a tenere banco. Oggi la delegazione dei mediatori della Ua ha incontrato a Bengasi il Consiglio nazionale di transizione (Cnt), dopo la promessa strappata ieri al rais di appoggiare la road map per l'uscita dal conflitto. I ribelli hanno dettato le loro condizioni per cessare il fuoco: "la gente deve essere autorizzata a scendere in strada ed esprimere le proprie opinioni e i soldati devono tornare nelle caserme", ha detto il loro portavoce Chamseddin Abdelmaula.

Doha sara' un test per la mediazione della Ua. "In Qatar si discutera' di una soluzione duratura in Libia. La Nato apprezza tutti gli sforzi per arrivare ad una soluzione politica, compreso quelli dell'Unione africana", afferma Rasmussen, che sara' presente alla conferenza del Gruppo di contatto. Il capo della Nato mette in guardia sul rischio di un fallimento dello stato libico che potrebbe far diventare il paese un rifugio sicuro per i terroristi di Al Qaida. Ed assicura che l'Alleanza fara' di tutto perche' la sovranita' territoriale della Libia venga rispettata.

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