Le staminali la nuova frontiera, Nobel a Gurdon e Yamanaka

Il premio Nobel per la Medicina è stato assegnato al britannico John Gurdon e al giapponese Shinya Yamanaka.
Il riconoscimento è stato assegnato ai due ricercatori "per la scoperta delle cellule che possono essere riprogrammate per diventare pluripotenti" che ha "rivoluzionato la nostra comprensione di come le cellule e gli organismi si sviluppano", ha comunicato la commissione per il Nobel. L'annuncio è stato letto al Karolinska Institute di Stoccolma.
Il Nobel per la Medicina è quest'anno il primo a essere annunciato. Il vincitore del premio per la Fisica sara invece comunicato domani, seguito da quello per la Chimica mercoledì, per la Letteratura giovedì e dal Nobel per la Pace venerdì.

Il riconoscimento per l'Economia, che non rientra fra i premi istituiti originariamente ma è stato introdotto dalla banca centrale svedese nel 1968, sarà annunciato il 15 ottobre.
Le prime reazioni dei premiati
"Sorpreso e molto riconoscente che un lavoro compiuto così tanto tempo fa sia stato ricompensato", ha commentato il biologo britannico John Gurdon alla radio
di Stato svedese.
Le ricerche pioneristiche di Gurdon risalgono infatti al 1962, anno in cui è nato Yanamaka, contattato dalla radio svedese mentre era impegnato in una riunione di laboratorio e che si è limitato a far sapere di essere "sorpreso ed entusiasta" per il
premio.
"Mai Nobel fu cosi' meritato"
Giuseppe Novelli, direttore della U.O.C. Laboratorio di genetica medica
del Policlinico Universitario di Roma Tor Vergata, vede grandi prospettive dalle scoperte di Shinya Yamanaka e John Gurdon. La comprensione del funzionamento delle cellule indotte pluripotenti staminali potrebbe avere - a suo giudizio - importanti ricadute sulle studio dei meccanismi biologici, sulla comprensione delle basi molecolari delle malattie e sulla sperimentazione di nuovi farmaci. "Se disponessimo di cellule malate in provetta, si aprirebbe uno scenario incredibile", commenta Novelli. "La possibilità terapeutica di disporre di cellule staminali proprie sarebbe un grande passo avanti ma - aggiunge - siamo ancora indietro".

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