Italy is back

Italy is back. Merkel può avere più potere, Sarkozy un piglio più vigoroso ma il leader europeo più interessante è Mario Monti. Il Financial Times saluta così il ritorno dell'Italia sul palcoscenico europeo dopo vent'anni di era berlusconiana mai completamente digerita. E confida nel presidente del Consiglio per risollevare le sorti dell'Europa in crisi.

Con Monti, dice il quotidiano della City, è anche Obama: come non leggere nel sostegno della Casa Bianca al premier italiano e alla sua linea di rigore e crescita un appoggio al professore "anche quando mette pressione alla Merkel"?
E con Monti in fondo è anche l'altro Super Mario, Draghi, che in quanto ad ortodossia economica può considerarsi tedesco ma poi di fatto apre subito i rubinetti della liquidità per sostenere le banche europee e calmare i mercati finanziari: una sorta di quantitative easing di cui alla Fed sono esperti.
Qualcuno vede Monti precario e debole, ma Ft avverte: le carte che il premier può giocare non sono da poco. L'austerity del suo governo sarà impopolare, in Italia, ma mai quanto l'attuale classe politica. Il traguardo di fine legislatura, insomma, non è irrealistico.

E poi, Monti può dire la verità in faccia alla Merkel, nessuno può discuterne l'autorevolezza da economista e il curriculum da riformatore liberal alla Commissione europea. Forse Sarkozy non sarà entusiasta di questo ritorno dell'Italia sulla scena, in fondo quella di Monti è un'intromissione nelle relazioni preferenziali Parigi-Berlino.

Ma la vera "sfida per l'Europa paralizzata dalla crisi dell'euro è quella di adattarsi ad un mondo in cui non può più dettare i termini di scambio. Ecco perché quello che Monti sta facendo in Italia ha molta importanza".