Incidente stradale, tenore Licitra in gravi condizioni

Salvatore Licitra, 43 anni,, considerato uno dei tenori di primo piano nel repertorio drammatico italiano, è ricoverato in gravissime condizioni nell'ospedale Garibaldi di Catania per le ferite riportate in un incidente stradale, nei pressi di Modica (Ragusa), dove si stava recando per ritirare un premio.
L'artista ha riportato estesi traumi cranico e toracico, ed è stato già sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la riduzione di vasti edema. Il tenore era alla guida di una vespa, sulla quale viaggiava anche la sua fidanzata. Secondo quanto si è appreso, l'artista, forse a causa di un improvviso malore, avrebbe perso il controllo della moto che si sarebbe schiantata per terra.

Nell'impatto Licitra ha riportato estesi traumi cranici al cranio, alla faccia e al torace; la sua fidanzata delle escoriazioni. I due sono stati condotti nell'ospedale di Modica (Ragusa), ma poi il tenore, viste le sue gravi condizioni di salute, è stato trasferito, in elicottero, nell'ospedale Garibaldi di Catania, dove è stato ricoverato e operato d'urgenza nel reparto di rianimazione. I medici avrebbero ridotto diversi edema e si sono riservati la prognosi, perché il quadro clinico è complesso.

Salvatore Licitra, si legge sul sito del tenore, è nato a Berna da genitori siciliani. Diplomato ai "Corsi Veridiani" a Parma, nel 1998 ha debuttato al Teatro Regio in "Un Ballo in Maschera". Il successo internazionale arrivò nel maggio 2002, quando Licitra si trovò a sostituire Luciano Pavarotti alla Metropolitan Opera. Le rappresentazioni di Tosca dovevano essere l'addio dalla Metropolitan Opera di Pavarotti. L'opera, trasmessa su un maxischermo davanti al teatro, fu seguita da 3000 spettatori, che tributarono al debuttante un'ovazione di diversi minuti. Da allora gli ingaggi lo hanno portato, tra l'altro, alla Wiener Staatsoper, all'Opera Bastille a Parigi, alla Royal Opera a Londra, al Teatro alla Scala a Milano, alla Staatsoper Unter den Linden e alla Deutsche Oper a Berlino, alla Staatsoper a Monaco di Baviera e ai teatri dell'opera a Parma, Roma, Firenze, Napoli, Oslo, Lisbona, Zurigo, Palermo e Torino.