Genova in ginocchio. Allerta in Piemonte

Sono sei le vittime del nubifragio che ieri ha devastato Genova. Tra le vittime una mamma di 28 anni e le figlie di otto e un anno. Ritrovato un 21enne dato ieri per morto. Oggi scuole chiuse e circolazione delle auto vietata dalle 6 fino a fine
emergenza. Soccorritori al lavoro senza sosta nelle zone alluvionate di Genova per prosciugare locali, negozi, scantinati, abitazioni, invase dall'acqua dei rivi e dei
torrenti esondati ieri e per sopralluoghi su frane, cedimenti stradali e smottamenti.

Lo riferiscono i Vigili del Fuoco che hanno lavorato tutta la notte dopo le forti piogge che hanno colpito Genova nelle ultime ore. Il traffico veicolare privato è stato vietato su tutto il territorio cittadino ed è attesa una seconda ondata di violente precipitazioni. Prosegue infatti lo stato di allerta 2, con pericoli di allagamenti anche in altre aree della città oltre a quelle di Quezzi e Marassi, maggiormente colpite dall'esondazione del rio Fereggiano e del torrente Bisagno.

Grossi problemi anche nel levante dove ieri e' tracimato il torrente Sturla. Sospesi tutti i mercati rionali. I cittadini sono invitati dalla giunta comunale a rimanere a casa e a non sostare in locali sul piano strada. Attualmente non risultano alle forze dell'ordine altri dispersi e nel corso della notte non sono tate trovate altre vittime.

Sindaco di Genova: "Una tragedia mai vista". Scoppiano le polemiche
Il Sindaco di Genova Marta Vicenzi ha dichiarato "una tragedia mai vista … uno tsunami mai visto qui. Non era prevedibile" ha dichiarato il Sindaco dopo i 6 morti di ieri tra cui due bambine, una di un anno e l’altra di 8 anni. Iniziano le polemiche per una tragedia che per molti si poteva evitare. Da un paio di settimane, infatti, non si parlava altro che dell’arrivo del maltempo sulla Liguria e su Genova. Magari non delle dimensioni tropicali che ha poi assunto nella realtà. Ma se ne parlava e scriveva da giorni. Il quotidiano "La Spampa aveva addirittura pubblicato un decalogo del meteorologo Luca Mercalli.

La situazione in città
Divieto di circolazione per le auto private dalle 6 di questa mattina, scuole chiuse e l’incubo di nuove violente precipitazioni. Così si è risvegliata, questa mattina Genova dopo la terribile giornata di ieri. Un’ordinanza del sindaco Marta Vincenzi vieta l’uso delle auto private oggi. Di fatto una sorta di confino a casa per i genovesi cui viene consigliato, anche oggi, di ridurre al minimo gli spostamenti per la possibilità di nuove esondazioni causate dal maltempo che restrerà sulla Liguria almeno sino a domani, domenica, alle 12.

Notte di paura per un violento temporale
Nelle notte nuovo violento temporale sul ponente genovese e momenti di paura per Sestri Ponente, già piegata lo scorso anno da un’alluvione che ha provocato danni per milioni di euro. Fortunatamente non si registrano danni. Mentre proseguono senza sosta i lavori di bonifica arriva la notizia dell’arresto di ben 5 sciacalli. I carabinieri li hanno bloccati mentre depredavano alcuni negozi di via XX settembre.

Maltempo nel savonese
Temporali, allagamenti, mareggiate: il maltempo che ieri ha devastato Genova ha colpito nella notte la provincia di Savona dove, fortunatamente, non si sono registrati morti e feriti. In tutta la provincia era già stato disposto fin da ieri la chiusura delle scuole. Le situazioni più gravi si sono registrate a Cairo Montenotte, in Valbormida; a Quiliano, dove diversi cittadini hanno abbandonato le abitazioni ai primi piani, e in diversi comuni della riviera. Ad Alassio le onde, altissime, hanno
raggiunto le vetrine dei locali della passeggiata mentre ad Albenga, alla foce del Centa, il mare ha raggiunto forza 7. Mareggiate anche a Varazze e Celle Ligure.

Emergenza si sposta in Piemonte.
Mentre l'Italia guarda con orrore alla tragedia dell'alluvione a Genova con le sei vittime di ieri, piove in Piemonte e continuerà a piovere nelle prossime ore, con il rischio di esondazione di alcuni corsi d'acqua. Il bollettino di aggiornamento diramato alle 6 dal Centro funzionale regionale rileva che nelle ultime 12 ore sono state registrate precipitazioni con valori generalmente forti su quasi tutta laregione.

In particolare, in provincia di Alessandria si segnalano criticità diffuse per frane ed esondazioni nella zona di Ovada. Dalle altre province non sono state al momento comunicate situazioni particolari di criticità. Nel Piemonte meridionale si evidenzia il transito della piena dello Scrivia nella sezione di Guazzora e nei bacini di alto Tanaro ed Erro si registrano consistenti incrementi con valori prossimi alle soglie di moderata criticità. Nella sezione di Alessandria le portate della Bormida hanno superato i valori di elevata criticità. Nelle province di Verbania, Biella, Vercelli e nel
Canavese i livelli sono in crescita ma rimangono comunque al di sotto delle soglie di attenzione.

Gabrielli: "Il cittadino si deve autoproteggere"
"Io credo che uno dei più grossi deficit, nel nostro Paese, in questo momento, sotto il profilo della Protezione civile sia quello di ogni singolo cittadino di autoproteggersi". Lo ha affermato Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione civile, intervenendo a un convegno organizzato a Firenze sul tema dell'alluvione del 1966 a 45 anni dalla sciagura. "Tutti i concetti più elementari di sussidiarietà e cittadinanza attiva - ha spiegato ai cronisti, a margine dei lavori - partono dal presupposto che è il territorio il vero artefice, il vero attore principale delle vicende che poi accadono: se i cittadini si comportano in una determinata maniera, e se le amministrazioni locali permettono che ciò accada, poi non ci lamentiamo".

Secondo Gabrielli infatti spesso "si è costruito dove non si doveva costruire, non c'è stata una tutela del territorio, ci sono state situazioni nelle quali si è costruito
abusivamente ma poi sono intervenuti i soliti condoni che hanno consentito di passare da una situazione di illiceità a una di liceità, e quindi anche a pretendere risarcimenti". Il capo della Protezione civile ha quindi criticato i continui appelli allo Stato per responsabilità che invece, a suo parere, sono dei territori: "I sindaci sono le prime autorità di Protezione Civile", ha ricordato, osservando che "c'è una cultura di protezione civile che può essere fatta anche prescindendo dalle risorse".