Elogio dell'imperfezione, inseguendo Mozart

Classico ribelle. Per Giovanni Allevi non tutto è stato scritto, i giovani studenti devono abbandonarsi alla passione, uscendo agli schemi accademici fine a se stessi: "Ho sempre mantenuto intatto lo stupore - dice a Luce Tommasi ospite di 'Altre voci' - La classicità è legata alle forme: la sinfonia, lo studio, la toccata. Ma la ribellione deve raccontare il mondo che è attorno a noi ora, non secoli fa: può sembrare un gesto irriverente ma io sento che devo fare così anche di fronte a una partitura di Mozart. Bisogna sognare di fare più di loro, come loro!"
Il compositore che ha scalato le vette delle pop charts è reduce da un tour trionfale in cui si è esibito solo con il suo pianoforte, e da un concerto a sostegno dell' Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il giorno perfetto
"E' il giorno in cui accettiamo la nostra imperfezione, le nostre debolezze: il giorno in cui tu scopri di essere più importante di chiunque altro, come diceva un filosofo, Stirner".

Crederci
"La società odierna ci costringe a ritmi forsennati - dice Allevi - Dobbiamo riappropiarci del nostro tempo. Per questo a Milano facevo il cameriere per pagarmi un monolocale dove componevo". "Il segreto è rendere la musica un'emanazione di quello che sentiamo in profondità: poi è inevitabile che la musica vada a colpire chi ascolta".

L'ascoltatore
"Non ho simpatia per le masse, credo nell'ascoltatore, nell'individuo: io voglio bene ai miei ascoltatori, è per questo che alla fine di ogni concerto sento il bisogno di abbracciarli"

Elogio della semplicità
"La musica del '900 ha inseguito il mito della complessità. Ma Mozart insegna a inseguire il distillato di bellezza, la 'complessità risolta' che si ottiene con un duro studio accademico".

Riscoprire la musica classica
"Rubinstein diceva che con tutte le note sbagliate in carriera avrebbe potuto scrivere una sinfonia. L'essere umano è imperfetto, perché nasconderci dietro l'idea di perfezione? - dice Allevi rispondendo ad una email di un giovane che studia al conservatorio - La società deve riscoprire il valore della musica classica: ma è un movimento collettivo che richiede tempo. Se accadrà, tutti quei ragazzi che studiano per anni uno strumento classico vedranno ripagati i loro sforzi".