Dylan Dog diventa film targato Usa

Probabilmente, come è inevitabile, farà irritare molti dei tanti fan di Dylan Dog questo film Usa dal titolo 'Dylan Dog, Il film' nelle sale da mercoledì in 300 copie distribuite dalla Moviemax.

Il giovane regista Kevin Munroe, martedì a Roma per presentare questo lungometraggio tratto dalla famosa striscia creata da Tiziano Sclavi nel 1986, ne è più che consapevole.

"In questi casi devi sempre fare dei compromessi. Non è che puoi travasare così facilmente una striscia in un film. Immaginavo e sapevo che avrei dovuto fare i conti con un'icona, ma la sfida mi piaceva".

La versione originale del fumetto riconosce ancora Munroe "è sicuramente più profonda di quella tradotta e pubblicata in America. Era chiaro che in un film si punta a un pubblico più vasto".

Il fascino di Dylan Dog per il regista che conosceva poco questo personaggio prima di mettere mano alla regia: "Credo sia soprattutto nel fatto che Dylan Dog è un anti-eroe per eccellenza. Di lui ti conquista il fatto che è quasi più a suo agio nel mondo sovrannaturale che nella realtà in cui vive".

Ad interpretare, l'investigatore del soprannaturale, con sensibilità tutta Usa, è Brandon Routh (Superman Returns). Tutto inizia quando l'investigatore, blazer e camicia rossa d'ordinanza che sembra ormai aver rinunciato alla sua passione per l'ignoto, viene contattato da misteriosa donna di nome Elizabeth, (Anita Briem) per capire chi ha ucciso il padre.

All'inizio Dylan non vuole accettare, ma quando un licantropo uccide il suo aiutante Marcus (Sam Huntington), Dylan decide che è tempo di tornare a vestire i panni dell'investigatore dell'ignoto.

Quando poi trova dei peli di lupo mannaro sulla scena del crimine, si rivolge così ad un suo vecchio amico, Gabriel (Peter Stormare), leader dei Lupi Mannari in persona. Ma nel frattempo anche Vargas, leader del clan dei Vampiri (Taye Diggs) non starà a guardare e anche i vampiri di New Orleans (location scelta dal regista perché è una città più simile a quelle europee) si stanno mobilitando come sta accadendo per gli stessi licantropi.

Cosa pensino Tiziano Sclavi e l'editore Sergio Bonelli di questa lettura horror di Dylan Dog non è dato per ora sapere. "Sclavi e Bonelli, per quanto ne so, non hanno visto ancora il film", spiega il regista.

Comunque ci tiene da dire sempre Munroe "non è vero che abbiamo abbassato il target generazionale del film. Certo - spiega a chi indirettamente lo accusa di aver fatto un film meno splatter di quanto ci si potesse aspettare - abbiamo cercato di fare una versione cinematografica, più popolare, che comunque ha avuto negli Usa il divieto ai 13 anni".

Sequel? "E' presto per dirlo - spiega Munroe che attualmente si sta occupando di dirigere un musical di animazione per George Lucas -. Bisogna vedere come il film andrà in sala, ovvero se i produttori avranno voglia di investire ancora i loro soldi su questo personaggio".

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