Dramma al Giro. Cade e muore il belga Weylandt

Potrebbe essere stata una lieve distrazione a originare l'incidente che ha portato alla morte Wouter Weylandt, il giovane ciclista belga morto oggi pomeriggio a 20 km dal traguardo di tappa del Giro d'Italia. Secondo una prima ricostruzione effettuata anche grazie alle testimonianze raccolte tra i colleghi del ciclista belga, in quel tratto della discesa sulla strada del Bocco i ciclisti stavano sfrecciando a circa 70-80 km/h.

Weylandt si sarebbe voltato per vedere se qualcuno poteva dargli una mano a tirare il gruppo perdendo cosi' l'assetto della bici che ha toccato il muretto con la ruota anteriore. Il ciclista e' dunque caduto ad una velocita' superiore ai 70 km/h sbattendo la testa prima sul muretto e poi sull'asfalto. Per effettuare una ricostruzione completa dell'accaduto, la Polstrada di Chiavari, incaricata dal sostituto procuratore Francesco Brancaccio della procura di Chiavari, ha sequestrato tutti i filmati della corsa.

"In 29 anni che seguo il Giro un incidente cosi' grave, mai visto uno morire sulla strada cosi"'. Le parole piu' forti sono quelle del medico del Giro d'Italia, Giovanni Tredici. "Una volta si diceva: e' morto sul colpo. E questo e' un caso cosi', non mi era mai capitato in tanti anni". L'anziano medico racconta particolare raccapriccianti sulla condizioni in cui ha trovato Wouter Weylandt.

"Aveva una frattura importante al frontale con perdita anche di sostanza cerebrale - spiega -. Io sono intervenuto venti, al massimo trenta secondi dopo la caduta, ero proprio dietro di lui. Abbiamo lasciato sfilare i corridori del gruppetto e siamo intervenuti. La rianimazione e' durata 45 minuti, come da protocollo del 118. Ma si e' visto subito che non c'erano speranze e lo stesso 118 ha constatato l'inutilita' delle manovre di rianimazione, che comunque sono state condotte adeguatamente anche con esperti del settore. Ma, ripeto, la situazione era disperata, gravissima. Cosi' non abbiamo nemmeno spostato il corpo".

La notizia si e' sparsa in un lampo tra i corridori, tutte le squadre hanno voluto rivolgere il loro cordoglio alla famiglia di Weylandt, la cui giovane moglie Anne Sophie, che e' incinta, e il padre arriveranno stasera alle 22,30 a Malpensa. Ad accoglierli ci sara' la direzione di gara. Il direttore Angelo Zomegnan, che ha convocato in serata una conferenza stampa, ha ringraziato lo staff medico "per quello che ha potuto fare e ha fatto in questo sfortunato e sciagurato Giro d'Italia". Ha raccontato di aver ricevuto molti messaggi di cordogli (da McQuaid, Di Rocco e Bugno, presidenti di Uci, Fci e Assocorridori) e un sms che sottolinea che nel ciclismo "tutti rischiano la vita in tutti i metri del percorso".

Ha annunciato inoltre che domani sara' una giornata di lutto, senza musiche e feste. "Lasceremo ai corridori la libera scelta di interpretare a loro volonta' la tappa di domani. Qualsiasi scelta faranno noi la rispetteremo" ha aggiunto. Possibile che i corridori decidano di fare la tappa di domani, da Quarto dei Mille a Livorno di 216 km, a ritmo lento e magari con arrivo di gruppo. In mattinata ci sara' una cerimonia come quella per Pietro Ferrero ad Alba. "Era previsto che a Tropea in localita' Sant'Eufemia venissero ricordate le vittime dell'incidente di Lamezia Terme - ha concluso Zomegnan - Purtroppo ne ricorderemo una in piu"'.

C'e' stata perfino la tentazione di interrompere il Giro. "Abbiamo anche pensato che non valeva piu' la pena continuare - ha detto il direttore generale di Rcs Sport Michele Acquarone - ma abbiamo parlato con i corridori e abbiamo capito che loro sono i primi a voler continuare per rendere omaggio a Wouter. Dopodomani riprenderemo la festa e i corridori ricominceranno con tutto l'entusiasmo possibile. Lo dobbiamo al nostro pubblico, ai corridori e soprattutto a Weylandt".

Dramma al Giro. Cade e muore il belga Weylandt