Crolla tetto del reattore a Fukushima.

Il giorno dopo il devastante terremoto, il Giappone deve fare i conti con una gravissima emergenza nucleare. Si è verificata un'esplosione nella centrale nucleare di Fukushima, il cui impianto di raffreddamento era rimasto danneggiato dal sisma e dove il livello di radioattività era cresciuto in modo allarmante.

Quattro feriti tra gli operai. Secondo l'emittente NHK il tetto e le pareti dell'edificio che ospitava il reattore sono crollati. Le autorità stamane avevano avvertito che nel reattore num.1 della centrale nucleare, situata a circa 250 km a nord-est di Tokyo, un'area urbana di 30 milioni di persone, poteva essere avvenuta una fusione nucleare.

L'emittente pubblica NHK ha riferito che l'esplosione è stata avvertita alle 3:30 del pomeriggio (le 7:30 in Italia), ha mostrato le immagini del fumo che si leva dall'impianto, segnalando che è andata distrutta la cupola che accoglie il reattore. I canali televisivi hanno avvertito i residenti della zona di rimanere al chiuso, spegnere i condizionatori d'aria e non bere l'acqua del rubinetto. Alle persone che sono all'esterno è stato consigliato di non lasciare esposta la pelle e coprirsi la faccia con maschere ed asciugamani bagnati.

I quattro feriti sono stati portati in un ospedale della zona. L'esplosione è avvenuta poco dopo che i responsabili dell'impianto nucleare avevano annunciato di esser riusciti a ridurre la pressione nel reattore. E adesso il Giappone ripiomba nell'incubo della contaminazione da radiazioni.

Il tetto del reattore di Fukushima con forti problemi di tenuta dell'impianto di raffreddamento è crollato. Lo conferma il gestore dell'impianto Tepco.
Tepco, ha riferito l'Agenzia per la sicurezza nucleare in una breve conferenza stampa, ha spiegato che l'esplosione dell'impianto nucleare si è verificato durante le scosse di assestamento.

La televisione di Stato giapponese sta mostrando le immagini del fumo bianco che si leva dal reattore. Secondo l'emittente, la radioattività nell'impianto è 20 volte superiore a quella normale. Non sono note le cause dell'esplosione.

Le autorità giapponesi hanno esteso a 10 chilometri l'area di evacuazione anche attorno a Fukushima-Daini, il reattore anche noto come Fukushima num.2; in questo modo dunque l'area da sgomberare risulta analoga a quella attorno a Fukushima-Daiichi, l'impianto num.1. Prima dell'esplosione a Fukushima-Daiichi, il governo aveva dichiarato lo stato di emergenza in cinque reattori degli impianti nucleari di Fukushima, a 250 km da Tokyo (perché in tutti non avevano funzionato i generatori che pompano l'acqua di raffreddamento).
Attualmente gli impianti che però danno maggiori preoccupazioni sono Fukushima-Daiichi, dove stamane si è verificata l'esplosione, e Fukushima-Daini. In totale a Fukushima sono presenti cinque reattori. Il numero 1 è stato avviato nel 1971 e il numero 2 tre anni dopo. I piani di sviluppo della compagnia proprietaria, la Tokyo Electric Power, prevedevano l'installazione di altri due reattori nel 2013 e nel 2014. Il Giappone conta 52 centrali nucleari.

L'emittente giapponese NHK ha detto che le autorità hanno misurato il livello di radiazione all'entrata dell'impianto di Fukushima-Daiichi alle 15:29 ora giapponese: se la gente fosse esposta a questo livello di radiazioni per un'ora riceverebbe la stessa quantità di radiazioni che si assume normalmente in un anno. L'impianto di Fukushima-Daiichi, a 250 chilometri da Tokyo, è quello dove è avvenuta stamane un'esplosione e in cui si teme sia avvenuta una fusione nucleare.

Sono state confermate almeno 703 vittime dopo il terremoto di magnitudo 8,9 e lo tsunami che hanno colpito ieri il Giappone. Il governo però ha espresso il timore che il bilancio dei morti superi le 1000 persone. "Si ritiene che oltre mille persone abbiamo perso la vita", ha detto il portavoce del primo ministro Naoto Kan, Yukio Edano.

Sono oltre 215.000 le persone fatte sgomberare ieri dopo il violento sisma e lo tusnami che hanno colpito il nord-est del Giappone. Di queste, oltre 100.000 sono della prefettura di Fukushima, dove è stato emesso l'ordine di tenersi a un raggio di 10 chilometri dalle due centrali nucleari presenti nell'area.

Un membro della commissione nazionale per la sicurezza nucleare, Ryohei Shiomi, ha detto che le autorità stanno verificando se siai avvenuto un crollo nell'impianto di Fukushima1, che ha perso la sua capacità di raffreddamento a seguito del forte sisma di ieri e del successivo tsunami. Shiomi ha detto che anche nello scenario peggiore, non ci dovrebbero essere rischi per l'uomo oltre un raggio di 10km.

La maggior parte dei 51.000 abitanti che vivono entro tale raggio sono stati evacuati. Questa mattina il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza per cinque reattori nucleari e due centrali elettriche dopo che alcune unità hanno perso la capacità di raffreddamento. Circa 3.000 persone in un raggio di tre chilometri dell'impianto sono state immdiatamente invitate a lasciare le loro case, ieri, dopo il riscontro dei problemi nell'impianto di Fukushima 1 ma nel giro di poche ore la zona di evacuazione è stata più che triplicata a 10 chilometri dopo che le autorità individuate otto volte i livelli normali di radiazione al di fuori della struttura e 1.000 volte oltre il normale all'interno di Unità 1 della sala di controllo. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza per l'unità di Daiichi - per la prima volta in un impianto nucleare nella storia del Giappone. Ma più tardi, la Tokyo Electric Power Co., che gestisce i sei-reattori delll'impianto Daiichi nel nord-est del Giappone, ha annunciato di aver perso la capacità di raffreddamento in un secondo reattore al vicino impianto di Fukushima Daini o Fukushima 2.