Claudio Lotito accende la corsa alla champions

Sembra Dino Viola che parlava di "scudetto perso per una questione di centimetri". Il guaio è che Claudio Lotito, presidente della Lazio, è meno abbottonato davanti ai microfoni del collega della Roma passato alla storia per le allusioni sillabate ai 'poteri forti' del calcio, prima di riuscire a vincere un campionato.

Tutto già scritto
Succede così che il procuratore federale Stefano Palazzi faccia sapere che ascolterà nelle prossime lo stesso Lotito, dopo le dichiarazioni di ieri sera alla fine della partita persa dai biancocelesti contro la Juventus per 1-0: "E' tutto scontato quello che stiamo vedendo", una delle frasi più eloquenti.

Rigore mancato
Succede che al 20' del secondo tempo Chiellini tocchi Floccari che ha appena chiesto, e ottenuto, un 'triangolo' per presentarsi davanti a Buffon: contatto che danneggia l'attaccante laziale che però lo accentua, finendo per indurre l'arbitro Mazzoleni a non concedere il rigore. Errore grave perché se sanzionato comportava anche l'espulsione di Chiellini. In una partita a dir poco brutta ( e poi ci si meraviglia della regressione del calcio italiano nelle classifiche Uefa...) solo un episodio poteva sbloccare il risultato. E l'episodio lo trova la Juve, a una manciata di minuti dal fischio finale, con un tiro senza pretese di Pepe, che una deviazione rende imparabile per il povero Muslera, fino a quel momento spettatore non pagante. La Juve vince 1-0, la Lazio, lasciata in 10 dall'espulsione (giusta) di Ledesma) vede assottigliarsi a un solo punto il margine su Udinese e, soprattutto, Roma.

Trame oscure
E qui viene il problema: sulla sponda laziale da settimane c'è la convinzione diffusa del complotto ai danni della Lazio e a favore della Roma, per 'spingere' i giallorossi al quarto posto che vale la Champions' League. Lotito è un fiume in piena:
"Quando ho parlato della 'task force' intendevo sottolineare non una mia idea personale, ma di una serie di istituzioni che vuole impegnarsi perché tutto sia regolare. Mi ricordo il tempo di Tangentepoli, quando si diceva sento un tintinnio di manette. Dico solo che credo nella giustizia, come in passato è già accaduto".
'Presidente, ma ce l'ha con l'arbitro?' è la domanda che pongono i colleghi di RaiSport. "No! - insorge Lotito - Chi gliel'ha detto! Io sono qui calmo e sereno - aggiunge scurissimo in volto - A fine campionato, magari, istituzioni non sportive valuteranno se ci saranno elementi patologici o meno".

Tradotto: la Lazio pensa di rivolgersi alla magistratura ordinaria, scavalcando la giustizia sportiva ( che peraltro dipende in larga parte dai referti degli arbitri) ?

Scienza esatta
Lotito, oggi a Milano per partecipare all'assemblea straordinaria della Lega A, non rinuncia al suo eloquio: "Qui non si tratta più di verificare se ci sono errori, non errori, eccetera; qui si tratta di capire come avvengono certi fatti e se questi sono determinanti ai fini del cambiamento delle situazioni. Basta fare delle valutazioni, basta vedere quello che sta succedendo, basta vedere alcune partite e si possono fare considerazioni, che non sono considerazioni di opinioni, ma di riscontri. Mi riferisco a situazioni che hanno determinato un cambiamento sostanziale di quello che poteva essere, diciamo cosi', l'avvenimento".
Chiaro, no?

Claudio Lotito