Assange e le domande degli italiani

Su 507 domande dei lettori, ne ha scelte 10. Ha evitato di soddisfare la curiosità di quanti chiedevano rivelazioni sugli Ufo e l'11 settembre, così come non ha risposto a chi gli chiedeva cosa ne pensi di Berlusconi. Evitato anche l'argomento Ustica, malgrado le insistenze.
Le risposte più impegnative hanno riguardato un attacco ai media, Murdoch e New York Times in testa. "Murdoch ci attacca, il New York Times e' contro di noi" e la situazione dei media italiani "e' molto fosca", è la sintesi dell'Assange-pensiero. "News Corporation, che possiede tra gli altri Sky, Fox, il Times di Londra e il the Wall Street Journal, e' contro di noi - ha detto Assange rispondendo alle domande dei lettori - in parte perche' non e' stato coinvolto nel nostro lavoro, in parte a causa dei suoi vari tentativi in varie parti del mondo di convincere e fare pressione sui governi in modo da ottenere buoni accordi per le licenze tv".

E poi l'affondo: "Il New York Times e il suo caporedattore, Bill Keller, hanno cospirato con David Leigh e Alan Rusbriger del Guardian per 'rubare' i cable al Washington Post e a McClatchy, violando accordi scritti su come avremmo pubblicato il materiale".

Il fondatore di WikiLeaks ha anche parlato del ruolo del suo sito nelle rivolte in Medio Oriente e in Nord Africa: "La storia del nostro coinvolgimento nel Medio Oriente e in Nord Africa e' lunga e affascinante" ha detto . "Abbiamo cominciato a pubblicare cable sulla regione a partire dall'inizio di dicembre. In particolare, lo abbiamo fatto attraverso i nostri partner arabi, al-Akhbar e al-Masry al-Youm al Cairo".
"E' stato creato un sito, Tunisleaks - ha raccontato Assange - per poter tradurre il materiale anche in francese. Il governo tunisino ha censurato sia noi che al-Akbar ed e' cominciata una guerra di hacker che ha coinvolto anche l'Arabia Saudita. Al-Akhbar e' stato attaccato tre volte, in quello che e' sembrato un attacco voluto e promosso dallo Stato. A quel punto alcuni hacker nostri amici hanno re-diretto i siti del governo tunisino a Wikileaks e cosi' sono emersi i cable sul regime di Ben Ali. Poi, il 16 dicembre, un tecnico informatico di 26 di Tunisi si e' auto immolato, producendo un fortissimo impatto emotivo delle offese crescenti del regime. Eventi simili si sono verificati nel nostro coinvolgimento in Egitto".

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