Almeno 300 corpi sulla spiaggia di Sendai. Il sisma ha spostato l'asse terrestre

Oltre a causare almeno decine di morti e uno tsunami con onde alte fino a dieci metri, il terremoto di magnitudo 8,9 che stamattina ha colpito il Giappone sta creando apprensione per gli effetti sulle centrali nucleari del Paese.
Le scosse di terremoto odierne hanno colpito la capitale giapponese nel pieno della giornata lavorativa, quando la popolazione di circa 13 milioni di persone raddoppia con l'arrivo dei pendolari, che adesso stanno cercando di tornare a casa a piedi.
Nave travolta
Intanto una nave con a bordo 100 persone è stata travolta dallo tsunami che ha colpito il nord est del Paese.
300 cadaveri sulla spiaggia
L'ultimo bilancio fornito dalla polizia è di 300 morti; i corpi sarebbero stati scoperti sulla spiaggia di Sendai. Nel complesso petrolchimico della città si è verificata una forte espolsione.
Bloccate le centrali nucleari
L'agenzia atomica internazionale dell'Onu, Aiea, ha annunciato che le quattro centrali nucleari giapponesi più vicine all'epicentro sono state bloccate con successo e si stanno ora raccogliendo informazioni su quali Paesi e strutture nucleari possano essere a rischio per lo tsunami scatenato dal sisma.

Ma il governo giapponese ha dichiarato lo stato di emergenza per la centrale nucleare di Onagawa nella prefettura di Miyagi.

Inoltre un muro d'acqua alto 10 metri ha raggiunto la città di Sendai, nell'isola di Honshu nel nord-est del Giappone, dove il mare si è spinto fino a cinque chilometri all'interno della prefettura di Fukushima, dove - alemno secondo le prime informazioni - si concentra il maggio numero di vittime.

Come mostrano immagini tv che rievocano quelle del disastroso tsunami che colpì l'Indonesia nel dicembre 2004 provocando almeno 130 mila morti.
Allerta tsunami in tutto l'Oceano Pacifico
La prima scossa, seguita poi da altre di assestamento, è stata registrata alle 14.46 locali (le 6.46 in Italia) e un allerta tsunami è stato decretato in tutto l'Oceano tranne che per Stati Uniti e Canada continentali.

In particolare è in vigore in Russia, Filippine, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Australia, Figi, Messico, Guatemala, El Salvador, Costa Rica, Nicaragua, Panama, Honduras, Cile, Ecuador, Colombia e Perù.

L'allarme è stato revocato per Taiwan e Nuova Zelanda. Evacuazioni sono state ordinate alle Hawaii e in varie zone costiere di altri Paesi.

Nella capitale giapponese, l'antenna della Tokyo Tower, il simbolo della città nipponica e della ricostruzione post-bellica, si è piegata. Fra l'altro, un vasto incendio è scoppiato in una raffineria a Iichihara.
Incendio all'impianto petrolchimico di Shiogama
Intanto, un grande incendio è divampato all'impianto petrolchimico di Shiogama, nella prefettura di Miyagi, dove sono in corso i tentativi per domare le fiamme. Lo dice la tv nipponica Nhk

Il ministro degli Esteri giapponese, Takeaki Matsumoto, ha dato annunciato che il paese accetterà aiuti internazionali: L'Italia ha già risposto all'appello, insieme con Germania, Francia, Gran Bretagna e Cina.

"Siamo vicini al popolo giapponese in questa tragica circostanza e pronti a dare tutta l'assistenza e l'aiuto possibile al governo di Tokyo", ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Intanto l'unità di crisi della Farnesina ha consigliato agli italiani che si trovano nel sud del Giappone di tenersi informati sull'evolversi della situazione attraverso i mass media o il proprio agente di viaggio.

L'Ambasciata d'Italia a Tokyo ha istituito una cellula di crisi per contattare gli italiani presenti nelle zone maggiormente colpite dal sisma e assisterli se necessario.

Mancano ancora all'appello 28 connazionali che l'ambasciata d'Italia a Tokyo non è riuscita a contattare.